domenica 21 settembre 2014

gargarismi.9

Paradosso storico: ogni volta che afferro uno scopone per pulire casa, mi assale lo scomodo pensiero di Ottavia, intenta a ripulire da cima a fondo la propria abitazione di Pompei, il pomeriggio del 24 agosto del 79 a.C. 


Fra una sigaretta e l’altra mi concedo qualche ‘pausa vita’.

Le certezze dell’ignoranza un tempo erano commoventi, ora sono inaccettabili.

Adoravo le stoffe plissettate. Ma non al punto da desiderare che la mia pelle le imitasse così fedelmente!


Destino è una parola talmente grossa che sospetto non sia riferita a me. Di me si starà certamente occupando un suo sicario.

Vivere una vita permeata di senso estetico rende ancor più inaccettabile la volgarità del declino.


Oggi, poco dopo le 4,30, è nata A. “Welcome to the Hotel California”.                                                                                                                                   
E’ tutto così inessenziale, ma vivo di corsa come un mehari. C’è qualcosa di evidente che mi sfugge.


E se il mio tempo avesse un’eiaculazione precoce?

Il prurito è una bella condizione, forse la migliore, perché non ti consente di sospendere l’attenzione.

Deve essere davvero molto giovane:  non si guarda ancora alle spalle...

Vivo in periferia. Sono sfuggita al frastuono del centro.

Sfoglio con rabbia le pagine gialle alla ricerca di un chirurgo estetico che accentui il lifting ai ricordi.

Trilla continuamente qualcosa: la suoneria del cellulare, il campanello della porta, un fax, un sms o il timer del forno.  Solo il destino ti piomba in casa senza nemmeno un jingle d’avvertimento.

Ognuno pensa di te ciò che gli serve a ribadire sé stesso.





Nessun commento:

Posta un commento