E' plausibile che questo 'io', che ho sempre a fior di labbra, sia un pronome di rimozione.
Dopo una vita
vissuta in grassetto, la cosa migliore da fare sarebbe imboscarsi fra le righe.
Sento un fastidioso tanfo di vanità, oggi, in veranda.
Stamattina ho
compiuto la solita buona azione, offrendo il destro ai pettegolezzi di chi è talmente vacua da cercare in me argomenti.
Siamo
tutti nel pantano, ma chi, come me, ci sta con
relativa leggerezza e ne approfitta per fare i fanghi è meglio che eviti di fare outing. Anzi, abbia l’accortezza di disperdere in giro astute
boccette di Prozac. Serve a non essere tacciati di stupidità: l'intelligenza è sofferente e leopardiana per antonomasia.
Degli altri vedo prima di tutto il lato peggiore. Quindi, se dico di amare, dev’essere per incensarmi.
Riempire vuoti?
Quali vuoti? Mi sembra tutto così saturo di me. Avrebbe mica un rimedio per estirpare un ego infestante?
Squillò il
telefono. Ero io.
È sbagliato
sostenere che si cerca la compagnia degli altri per far passare il tempo. La si
cerca perché il tempo non passi mai.
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