sabato 13 settembre 2014

gargarismi.2


E' plausibile che questo 'io', che ho sempre a fior di labbra, sia un pronome di rimozione.


Dopo una vita vissuta in grassetto, la cosa migliore da fare sarebbe imboscarsi fra le righe.


Sento un fastidioso tanfo di vanità, oggi, in veranda.


Da un amico simpatico che  personalizza da solo la  propria Nutella
                                               

Stamattina ho compiuto la solita buona azione, offrendo il destro ai pettegolezzi di chi  è talmente vacua da cercare in me argomenti.

Siamo tutti nel pantano,  ma chi, come me, ci sta con relativa leggerezza e ne approfitta per fare i fanghi  è meglio che eviti di fare outing. Anzi, abbia l’accortezza di disperdere in giro astute boccette di Prozac. Serve a non essere tacciati di stupidità: l'intelligenza è sofferente e leopardiana per antonomasia.

Degli altri vedo prima di tutto il lato peggiore. Quindi, se dico di amare, dev’essere per incensarmi.



Riempire vuoti? Quali vuoti? Mi sembra tutto così saturo di me. Avrebbe mica un rimedio per  estirpare un ego infestante?

Squillò il telefono. Ero io.

È sbagliato sostenere che si cerca la compagnia degli altri per far passare il tempo. La si cerca perché il tempo non passi mai.




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