“C’è un nesso?”
Sì, seducentemente illogico.
Metà pomeriggio
passato a ricercare una frase del mio autore preferito, sulla quale non avrei voluto
avere esitazioni, e questa sera disegno a braccio a un collega Superciuk, avvinazzato nemico del Gruppo TNT, che un
cugino mi fece conoscere negli anni Settanta. La memoria ha un sarcasmo insopportabile.
C’è il riso
dell’eversione e quello della conservazione; fra i due, vorrei riservarmi il
diritto di scegliere di volta in volta.
Mi astengo
dall’impazzire per esercizio di autocontrollo. Ma devo stare in allerta, perché
per eccesso di autocontrollo potrei impazzire.
Mi scuso se nel
recitare la mia parte il metodo Stanislawskji non è stato il mio forte. Devo
aver studiato Brecht quando ero ancora troppo malleabile.
Mi piacciono le
dissolvenze. Le uso sempre se il pensiero mi cade sul dolore.
Ciò che ti
serve non è qualcuno che si snaturi per assecondarti, ma qualcuno che onori la
tua intelligenza mettendosi a nudo sul piatto.
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