domenica 12 ottobre 2014

Svendita totale rimanenze

Nell'ultimo mese SU RICHIESTA ho:

- preparato due torte per compleanno di nipotini di amiche
- preparato vestitino carta crespa per festa asilo altra nipotina non mia
- preparato trolley-collage per compleanno figlia conoscenti
- registrato fiction Rai Uno per amica che frequenta un corso e non poteva guardarla
- registrato spettacoli SKY per due di quelli che 'Io non farò mai l'abbonamento a Sky',
- registrata puntata serial per amico che quella sera non poteva mancare a un appuntamento galante
- preparato cena per  8 signore sconosciute
- dipinto personaggi cartoon su parete camera ragazzino
- corretto bozze che mi erano state affidate
- preparato tagliatelle fatte in casa (fammene 5/6 uova o anche più, tanto le congelo)
- stampato foto, fascicoli, articoli
- tradotto contratto inglese per marito di una conoscente
- ricevuto e inviato e-mail varie per chi  " il computer neanche morto..."
- effettuato ricerche su web (idem)
- rimuginato per due persone a cui servivano idee 'urgentisssime'
- cucito due cuscini col miglio per persone a cui ne avevo parlato


Poi dicono "Sei l'unica persona che conosco che va al lavoro volentieri, quasi andasse al cinema"...
A te dég!

Quindi invito tutti ad approfittare di questi ultimi due mesi di svendita del mio giá scarso tempo                          libero, perché la bottega è in chiusura definitiva al 31/12 per pre-pensionamento hobbistico

                                            e da gennaio 2015 sarò lieta di accettare favori


martedì 7 ottobre 2014

Bilirubina alta


Dico, saremo insopportabili noi presuntuosi, ma avete mai provato a trovarvi attaccati a un polpaccio quelli (ovviamente impossibili amici) che hanno l'autostima sotto i tacchi? Quelli che prima vi vivono come l'apparizione di Fatima, poi vi si appiccicano estatici e infine vi demoliscono per quel costante bisogno di conferme, quell'eterno confrontarsi, perdere e provare livore -tutto da soli, senza che voi vi accorgiate di niente- pronti a cercare un appiglio, verbale o materiale che sia, per vendicarsi di qualcosa che non potete aver fatto? Perché noi, teste di cavolo anche peggiori, fino a quel momento ci eravamo a stento resi conto che ci fossero anche loro sulla scena. È questo il bello.  Evviva gli intermedi! Che, detto così, mi fa un po' lo sgradevole effetto di 'avanti al centro contro gli opposti estremismi'.
Comunque sia, resto anche storicamente convinta che al mondo non ci sia nessuno più pericoloso e infido di un insicuro. Noi, dopotutto, si svolazza qua è là a mezz'aria e anche oltre,  tutti belli imbozzolati in noi stessi. Occupiamo atmosfera, mica suolo pubblico, basterebbe ignorarci e non guardare in su e vivremmo tutti felici e cont...........oddio, ho un'illuminazione, non sarà che sporchiamo più noi degli storni?
( Se a quest'ultima affermazione avete provato un brividino di gioia e di assenso, rassegnatevi: un po' insicuri lo siete di certo. Se avete fatto una risata e contraccambiato di cuore lo sberleffo sfinterico dello storno, siete decisamente equilibrati e potete passare al test successivo: 'sei un cavolo o una merenda?')

domenica 5 ottobre 2014

Gargarismi illustrati.


                                 Ogni riferimento a cose e persone non è affatto casuale
                                             (come traspare dalla somiglianza)
                      ma l'oggetto dello scherno (io) ha firmato finalmente una liberatoria

Letti nel tempo.

Uno più godibile dell'altro. Grazie Craveri.


Gargarismi.12

Calde, accoglienti braccia della mezza età. Che pace! Eppure qualche amica trascorre gran parte del proprio tempo libero massaggiandosi la pelle con balsami esorcizzanti. Chi avrà ragione?

Ines, non c'è campo? Perché non sei più raggiungibile?

Invecchiando, l'effetto seppia va da sé.

Procedimento abbreviato:  per i nati a Tomba (UD) sull'estratto di nascita ci sarà scritto   'Nato in Tomba'?

Questa mattina non so se ad essere in bilico sia più io o la lente a contatto sulla punta del mio dito indice.

L'istinto è quella cosa che per tutta la vita tenta di infrangere il tuo codice morale, e ti rende insoddisfacente qualsiasi scelta.

Ho conosciuto poche persone che si sono affidate all'analisi. Ma per tutte il 'nodo' alla fine saltava agli occhi. Nostri, non loro.

Mi sono immersa con le mie rane fredde e i miei rospi bollenti......e li ho convinti di una diversa verità.






Indimenticabile:  dicesi di ciò che si può dimenticare immediatamente. Ciò che rimane dovrebbe aprirci gli occhi su di noi.   
    
Scrivere di sé favorisce il dirsi addio  
                                                            



domenica 28 settembre 2014

Sophie Calle - Prenez soin de vous.

Lì per lì ne fraintesi il motivo ma,  prima di comunicarmi che mi avrebbe lasciato, mi usò la premura di dirmi "So che avrai coraggio, perché sei una donna forte".  Lode a Sophie Calle per aver messo in ridicolo le parole idiote che accompagnano un addio. Il catalogo dell'opera, incomprensibilmente (visto che fu esposta alla Biennale di Venezia) mai tradotto in italiano, è quanto di più catartico si possa leggere in merito. Lo si trova ancora su Maremagnum in inglese o in francese.

Di seguito il link al bell'articolo  che le dedicò Concita De Gregorio:                                        


http://www.repubblica.it/2007/11/sezioni/spettacoli_e_cultura/lettera-opera/lettera-opera/lettera-opera.html


venerdì 26 settembre 2014

Per Elio


Eruption bracelet

Il mio braccialetto gommoso Eruption di  Gaetano Pesce. Peccato i colori un po' campanilistici e difficili da accostare, che me lo hanno sempre reso ostico.  Mi è tornato in mente e sono andata a ripescarlo.


Sono arrivati Cioran e Zweig

....mi attende una domenica di delizie....


Pesce

A Roma con P. per la mostra di Gaetano Pesce al MAXXI.         La joie de vivre!!! Davvero divertente.  E conosciuto anche il Pesce architetto, che conoscevo meno.
Sta per chiudere, correte a vederla! Fra l'altro ora abbiamo una comodissima Freccia Bianca che ci collega a Roma senza coincidenze e addirittura a Napoli con coincidenza che attende sul binario di fronte. Da provare prossimamente.  Is there anything on in Naples?









gargarismi.11

Ha detto due volte 'logico' e tre volte 'normale'. Beato lui, che sa le lingue.

Se lavorassi in edilizia, sarei escavatorista specializzata, tante sono le rimozioni a cui sono dovuta ricorrere per sopravvivere...

Si è mai visto cadere un chicco di grandine solitario dal cielo? Ecco, i miei contrattempi sono come la grandine: hanno la vocazione al lavoro di gruppo.

In realtà, gli acquisti via web non sono poi così stupefacenti per noi che eravamo abituati alla consegna a domicilio delle poverazze.

Questa luce petulante non significa necessariamente estate.

Lui era il mio fine. Io il suo mezzo. Il divorzio era congenito.

L'ateismo si spinge fino a farmi dubitare dei miei stessi punti di vista. Ma le mie analisi del sangue denunciano ogni volta un tasso esagerato di glicemia cristiana.

Chi non si è mai svegliato con la casa totalmente allagata da una lavatrice, non sa cosa significhi veder passare in secondo piano i massimi sistemi.

Il dolore dovrebbe evaporare attraverso le lacrime. La loro ritenzione genera la cellulite dello spirito.

Devo ingoiare il rospo. Sapore nuovo, questo dell'anfibio. Sarà l'umami?

domenica 21 settembre 2014

gargarismi.10

SE TROVI UN PELO NELL'UOVO, SII LUNGIMIRANTE: SPOSTALO!!!!

Nella vita è fondamentale avere una figura di riferimento, un mentore al cui esempio ricorrere quando ci si sente perduti. Il mio è stato Wile  Coyote.  A lui cadono in testa macigni che lo trasformano in una piadina, poi, un po' alla volta...bop! e gli si rigonfia il naso, bop!e rispunta un bicipite, bop!e la coda s'arruffa, bop!bop!e torna più consistente di prima.  Mi permetto di consigliarlo vivamente.

gargarismi.9

Paradosso storico: ogni volta che afferro uno scopone per pulire casa, mi assale lo scomodo pensiero di Ottavia, intenta a ripulire da cima a fondo la propria abitazione di Pompei, il pomeriggio del 24 agosto del 79 a.C. 


Fra una sigaretta e l’altra mi concedo qualche ‘pausa vita’.

Le certezze dell’ignoranza un tempo erano commoventi, ora sono inaccettabili.

Adoravo le stoffe plissettate. Ma non al punto da desiderare che la mia pelle le imitasse così fedelmente!


Destino è una parola talmente grossa che sospetto non sia riferita a me. Di me si starà certamente occupando un suo sicario.

Vivere una vita permeata di senso estetico rende ancor più inaccettabile la volgarità del declino.


Oggi, poco dopo le 4,30, è nata A. “Welcome to the Hotel California”.                                                                                                                                   
E’ tutto così inessenziale, ma vivo di corsa come un mehari. C’è qualcosa di evidente che mi sfugge.


E se il mio tempo avesse un’eiaculazione precoce?

Il prurito è una bella condizione, forse la migliore, perché non ti consente di sospendere l’attenzione.

Deve essere davvero molto giovane:  non si guarda ancora alle spalle...

Vivo in periferia. Sono sfuggita al frastuono del centro.

Sfoglio con rabbia le pagine gialle alla ricerca di un chirurgo estetico che accentui il lifting ai ricordi.

Trilla continuamente qualcosa: la suoneria del cellulare, il campanello della porta, un fax, un sms o il timer del forno.  Solo il destino ti piomba in casa senza nemmeno un jingle d’avvertimento.

Ognuno pensa di te ciò che gli serve a ribadire sé stesso.





Ciao, vecchia mia.


A vous, Monsieur Simenon

CATARSI IN BOULEVARD RICHARD LENOIR

Lucas si rivestì con calma, come non aveva mai fatto. Ma cosa gli era preso? Da quando in qua non aveva urgenza di tornare a sorvegliare la casa che gli avevano affidato? La signora Maigret cominciò a spazientirsi, finì rapidamente di allacciarsi la vestaglia sotto la quale le restavano a questo punto solo il reggicalze e una soddisfatta calza nera, il nuovo modello in nylon di DuPont che il giovane Lapointe le aveva regalato appena due giorni prima, e lo incitò bruscamente a far presto.

Al novantanove per cento avrebbe gustato da sola la cena per due che ogni sera si faceva recapitare di nascosto dal suo vecchio innamorato della Brasserie Dauphine, ma non era da escludere l’eventualità che quell’ego fradicio di birre e calvados, che aveva sposato quasi trent’anni prima, decidesse di rientrare in tempo dal Quai des Orfèvres e magari di portarla a condividere le chiacchiere futili della signora Pardon (nemmeno il cognome sarebbe bastato a scusarla) o a vedere un film western.

Si affacciò sulle scale per un ultimo saluto a Lucas, che ora, come se di colpo si fosse ricordato del suo ruolo, stava letteralmente scappando via e, con il sorriso elusivo di quella bella signora in quel quadro italiano che aveva visto al Louvre, quella volta che Jules voleva seguire una sua pista e le aveva 'permesso' di allontanarsi per un po’ da sola in quelle infinite sale, si preparò ad inscenare il consueto, ufficiale grigiore.


gargarismi.8

Vivere credendoci, come ho sempre fatto, è una grossolana caduta di stile.

Ero come un  ‘piego di libri’. Per spedirmi in qualsiasi direzione bastavano pochi centesimi di affetto. 

Lo specchio, allegoria della visione esatta? Ma se è costretto a sua volta a fidarsi dei nostri occhi!

Apuleio sentenziò: “lo specchio riflette un’immagine sempre coetanea di chi la contempla” . E noi, anziché circondarci di questo fedele riflesso, tappezziamo le case di frustranti polaroid della memoria.

Che belli quegli anni! (nulla mi appagava, ero irrequieta per default). Fu una vacanza meravigliosa! (lui passò tutto il tempo a corteggiare quella turista ed io a rodermi l’anima). La serata più divertente degli ultimi anni! (mai sentita tanto sola come quella volta in mezzo a degli amici) . O la memoria è il chirurgo plastico più affidabile, o il pensiero la più abile delle Sherazade. Potendo contare solo su di loro per avere una storia, mi domando cosa sarà di me quando dovrò accettare che gli zecchini piantati nel campo dei miracoli non mi restituiscano neppure il già esiguo capitale iniziale.

Se basta un attimo per fare un destino, chi mi dice che il mio non si sarebbe espresso al meglio nell’ora legale che mi hanno rubato stanotte?

L’unica cosa di cui incolpo gli uomini è di avermi aperto gli occhi su di loro e avermi precluso per sempre la capacità di amarli quanto fui in grado di fare in quegli anni di miopia assoluta.


Sono in corsa, vedo perfettamente il traguardo indesiderato a fine pista, tutto mi suggerisce di scartare di lato e ogni mattina indosso con rinnovata allegria le scarpe da jogging.  Boh.

gargarismi.7


Stamattina, in modo inusitato, lo specchio riflette una vecchia che non mi somiglia affatto: devo aver di nuovo dimenticato di togliere le lenti a contatto ieri sera, prima di dormire.

La domenica  mio padre ed io aspettiamo Giacometti divagando su varie amenità, come Genet e Beckett nella piéce di Tahar Ben Jelloun. Nessuno dei due vuol essere Genet. Nessuno dei due si riconosce in Beckett. Ma entrambi sappiamo che Giacometti è qui, a tavola con noi: ha già iniziato a piluccare me, sta divorando viso e collo a lui.

Il prurito è una bella condizione, forse la migliore, perché non ti consente di sospendere l’attenzione.

Eterni mesi di anoressia del cuore.

Si scrive per paura, per indagine, per passatempo, per noia, per timidezza, per vanità o per autodenuncia?

I diari rubati ai cassetti sono appetibili perché scrivere per se stessi dà una credibilità apparentemente maggiore. In realtà il mandante primo della menzogna è il pensiero. Ci si risparmia solo la correzione delle bozze.

Deve ben esserci un motivo che induca a scrivere sulla battigia parole che un’onda cancellerà un secondo dopo. Grafomania pudica?  Data la fortuna di essere un paese di litorali, avrei un baule di autori pubblicati da esporre alla risacca.

Il sangue non mi si infetta più, non riesce più a trasformare alcuna ferita in sano e liberatorio pus. Sarà vecchiaia o assenza prematura? Al massimo  la piaga produce ossimori all’apparato vocale: urlo passioni con voce atona, taccio rumorosamente.

OSSI-MORO. AUSSI-BLONDE.  Non riesco a provare più alcuna meraviglia, eppure ogni cosa mi meraviglia al punto da caricarmi di esagerato entusiasmo. Non riesco più ad amare come un tempo e tuttavia l’amore è l’unico movente di ogni mio atto. Non riesco più a sentirmi giovane ma innegabilmente ho ancora dentro l’effervescenza  dei miei sedici anni. Di questo passo, qualsiasi affermazione sarà puro esercizio retorico.



Biglietti per una cena

IL BISCOTTO NATO CON LA CAMICIA



Al convegno di marketing applicato alla gastronomia, al momento della discussione sull'imprescindibilità di dotarsi di un copy-writer d'eccezione, foss'anche un tantino prolisso, si registrò il tutto esaurito.
Togo ed africa furono prudentemente relegati nelle ultime file, sorvegliati a vista dalle forze dell’ordine; alcuni cuneesi già alticci dovettero essere trattenuti a forza lontano dal palco; le prime file, riservate ad eleganti e spocchiosi baci di dama, erano le più ammirate; macine e frollini, mattinieri e curiosi, sedevano appena dietro di loro.
Il resto della sala era stipato di pavesini e savoiardi, zuppi per lo scroscio di pioggia che li aveva appena colti per strada, mentre longilinee e vocianti lingue di gatto si assiepavano lungo i corridoi. 
Gl’immancabili crumiri  erano riusciti a scavalcare il cordone all’ingresso e ora ambivano a occupare i pochi posti vacanti. 
Mentre amaretti e zuccherini rimarcavano ancora una volta la propria incompatibilità litigando animatamente,  dal palco il  wafer, relatore fragile e indeciso, sfogò tutta la propria invidia in una relazione circostanziata sul tema: “Quella gran culo della madeleine.



I VITIGNINI DI MONTALBANO  

Ugolino Notardomenico, un giovanotto picolit, brunello e ancora assai prosecco, risalì moio moio in massarda, mentre i genitori intrattenevano la forastera siculiana al fiano di sotto. 

Prese una segesta e se ne stette pensieroso, ignorando che, termeno un mesolone dopo, donna Camilla,  signora solopaca ma ai suoi occhi incredibilmente  soave, che lui era solito guardare corvo ( mancandogli ancora il corregio di rivelarle ciò che aveva savuto da quel gaglioppo di Pinot),  lo avrebbe pigato lei stessa di ieracare un mamertino con  lei.

Un grignolino amarone gli arricciò le labbra, mentre un groppello gli provocò una lacrima che lo portò a scordare enfer il caldaro e la gallura che dall’albana lo avvoltore tutto.

Prima pensò di farsi la barbera, poi di camminare un po’ per le champagne con la sua cagnina Fara, un trovatello montepulciano ma tanto dolcetto; infine gli sembrò più sauvignon tenere occupato il cerveteri rileggendo Alcamo.

Indossò il brachetto frappato della festa e un magliocco leggero ‘Lagosta’ e,  ghemme ghemme, nel nebbiolo dovuto alla ribolla, polliò sugli scoglitti di Marsala con alcune cartizze e un libricino verduzzo sotto l’arghilla

gargarismi.6

Nessuno mi ha mai pubblicata. Non è mai stato scritto di me sui giornali. Non sono mai apparsa in TV.  Non vado chiedendo amicizie su Facebook.  Sarò viva?

Coniugi: insieme sotto lo stesso giogo. Spaventa solo a dirlo. Invece miliardi di umani sotto lo stesso giogo è normale assuefazione e pochissimi chiedono il divorzio. Probabilmente è la scelta che ci inquieta; continuiamo a schivare il libero arbitrio.

Ieri saltellavo sulla scena come se avessi una polka silenziosa in sottofondo. Oggi mi accompagna un bandoneon.

Vengo ora da un’anagrafe che ha messo nero su bianco, con tanto di fotografia, la mia identità. Così ora sarò l'unica a dubitare di essere quella lì.

Mia madre:    per correre a fare le frequenti analisi del sangue cui era costretta dall’urgenza di restare in vita, è stata travolta da un’auto che gliel' ha tolta senza dilazioni.


La scena  in cui rispetto con puntigliosa fedeltà, recita dopo recita, i dettagli del copione,  è quella degli errori già commessi. Tocco vertici di perfetta interpretazione.

Non esiste acufene più rumoroso del sospetto.


Ogni singolo minuto del mio matrimonio con X è un ricordo talmente imbarazzante che vorrei aver avuto l’accortezza di adottare un nickname.

Ho una sola certezza: che, fosse anche a novant’anni, morirò giovane.



Il mio frigorifero


gargarismi.5

“C’è un nesso?” Sì, seducentemente illogico.

Metà pomeriggio passato a ricercare una frase del mio autore preferito, sulla quale non avrei voluto avere esitazioni, e questa sera disegno a braccio a un collega Superciuk,  avvinazzato nemico del Gruppo TNT, che un cugino mi fece conoscere negli anni Settanta.  La memoria ha un sarcasmo insopportabile.

C’è il riso dell’eversione e quello della conservazione; fra i due, vorrei riservarmi il diritto di scegliere di volta in volta.

Mi astengo dall’impazzire per esercizio di autocontrollo. Ma devo stare in allerta, perché per eccesso di autocontrollo potrei impazzire.

Mi scuso se nel recitare la mia parte il metodo Stanislawskji non è stato il mio forte. Devo aver studiato Brecht quando ero ancora troppo malleabile.

Mi piacciono le dissolvenze. Le uso sempre se il pensiero mi cade sul dolore.

Ciò che ti serve non è qualcuno che si snaturi per assecondarti, ma qualcuno che onori la tua intelligenza mettendosi a nudo sul piatto.

gargarismi.4


Provo gioia. Felpata. E il mio gatto  mi guarda con la soddisfazione sorniona del maieuta. 


La mia età è contraddittoria: la gratitudine maggiore che le devo è che finalmente per strada nessuno si accorga più di me; lo sfregio maggiore che ne ricevo è che improvvisamente per strada nessuno si accorge più di me.

Ma ci sarà in me qualcosa di vero o sono una semplice performer?

“Ogni tanto hai una botta di narcisismo”. Ma va’!?  Diciamo piuttosto che ogni tanto ho una ‘botta di ridimensionamento’ e che sto lavorando per renderle più frequenti, perché vorrei che sulla lapide non mi mettessero la foto rivolta all'interno.

A me sarei bastata. Ma le pesanti aspettative di mia madre le ho totalmente, e spesso volutamente, disattese e così ha adottato l’astuzia di morire prima di me per farmela pagare.

Dopo la morte di qualcuno che hai amato, la pustola del senso di colpa per tutto ciò che avresti voluto non avergli fatto mancare è la brace che, sorda, scatena la scintilla della tua futura combustione.

Mio padre non ha smentito fino all’ultimo la propria leggerezza. Le ultime parole che ha detto sono state: “Domani non ci vedremo perché sarò a Madrid”.

Certe persone nascondono ingegnosamente il proprio disastro e si fanno un make-up di circostanza, esattamente come questa città, quando vanta per iscritto di avere un Palazzo del Cinema.

Ultimamente passo così tante ore in autostrada che anche durante le passeggiate in centro cerco la corsia Telepass.

Ragazzi, che giornate frenetiche! Se sono dotata di un angelo custode, deve essersi fatto lo scooter per non perdermi di vista.

Il suicidio del cane a sei zampe :-))))




Finì su un giornale locale e lo strumentalizzarono come se io avessi voluto rappresentare l'involuzione delle compagnie petrolifere... (sic!)
Veramente ruminavo sul il mio frequente rimando alla morte. Ma anche sulla risata che ritengo lo debba accompagnare. 

giovedì 18 settembre 2014

sabato 13 settembre 2014

gargarismi.3

Nel giro di un’ora mi ha propinato almeno venti consigli per indurmi a commettere i suoi stessi errori.

Quella non è una donna, è un tafano!

S. è convinta che lo status symbol si porti su tutto, con effetto placebo. 

Di troppe donne mi occorrerebbe il testo a fronte.  Per gli uomini non mi basterebbe una risonanza magnetica. O imparo la lingua o non risolverò mai questa condizione di sfratto.


Si è appesa alla torre del centro commerciale. Uno spettacolo raccapricciante. Ricordarsi che togliersi la vita in modo più sobrio agevola il ricordo ad amici e parenti tutti.



La principessa, baciando il rospo, ebbe allora la gradita sorpresa di vederlo tramutarsi in uno splendido principe .  “Tu e lìvar dal rizèti e scanzèla i ranócc!”

La principessa baciò appassionatamente  il rospo. E la bufalina,  che le ghiandole parotoidi di quest’ultimo avevano impulsivamente secreto, le avvelenò il sangue per il resto dei suoi giorni. 

“Devo andare a fare la lampada”.  A stelo, o sarai solo un’applique ?

La cosa più rivelatrice di una donna particolarmente radicata nella parte idiota del ruolo è il fatto che consideri fortunata chi ha un marito e sfortunata chi non ce l'ha. Addirittura X. ogni tanto si permetteva battute del tipo: " lo vuoi? te lo do".  No cara, le tue caccole te le pulisci da sola.  Secondo te chi è più contenta di rincasare la sera fra noi due?

Penelope:   nel tentativo di assolverla spero sempre che, intanto che l’altro si spendeva con Circi e Nausicae  nel ‘tempo dell’azione’, insieme al suo appagante essere ragna nel 'tempo dell'attesa', abbia sfacciatamente goduto della gioventù di Antinoo e di qualche suo aitante Procio, confidando sulla cecità del cronista. 

Non avendo voluto figli,  mi sono privata dell’arma perfetta per avvelenare l’esistenza al mio ex. 

Fortunatamente esiste un momento della vita, dall'orrendo nome di menopausa,  nel quale trovi la forza di prendere in mano una scopa e spazzare letteralmente fuori il dannoso e l'inutile, a cominciare dal liquame delle false amiche. È il momento in cui finalmente come per miracolo incontri persone che ti somigliano sul serio e, anziché  discorsi da sguattera, corri il rischio di ricevere affetto e piacere di condivisione. Forse in genere càpita prima; io ero un'infantile che nella necessità di piacere a tutti batteva anche Zelig.

A proposito di ' menopausa' : basterebbe chiamarla in modo più friendly (dopotutto è l'ambìto  momento in cui finisci di essere considerata da riproduzione) e che il mercato aprisse gli occhi e realizzasse quale filone disprezzato, o trattato solo a colpi di Marina Rinaldi, stia tralasciando.  

Quest’anno si porta il pube variamente depilato.  Lo si può fare alla brasiliana, trascurando una sola strisciolina verticale di peli; alla Beckham, con un residuo ciuffetto al centro, meglio se tinto in fucsia o verde mela; alla Hollywood, totale, già abbondantemente visto in urologia; o anche in stile Tiffany Box, simulante un cofanetto per gioielli che poi viene tinto in blu, come le confezioni, appunto, di Tiffany.  Apprendo pure che Gwyneth Paltrow ha ringraziato ufficialmente il suo centro estetico per ‘averle cambiato la vita’ con una simile deforestazione.  Ho il sospetto che l’abito scarlatto che avevo destinato al funerale della stupidità non avrò mai occasione di metterlo.

Dire che è una donna caparbia è dir poco: le spugne la gettano per sfinimento.


Chiamate al numero non più verde:  tu-tu-tu-tuuuu. Quest’uomo la lusinga.


E. mi dice: “Vado alle Seychelles. Hai visto mai che incontri l’uomo dei miei sogni?”  E quello vive, lavora e ti attende da sempre a Cocomaro di Focomorto, nei pressi di Ferrara, dove è improbabile che tu ti perda, nonostante la complicità della nebbia.



“È l’uomo della mia vita.”  Ma è già il terzo in sei mesi!  Cos’è,  stai all’universo maschile come i telecomandi universali stanno alle marche dei televisori?

Alcune si tagliano il corpo con una lametta. Lei  scortica ogni giorno una ferita d’amore di trent'anni fa. Che spreco di costanza! 

Cenerentola? Sì, ho letto qualcosa di lei negli albi di Urania.





Una 500 tricottata in rosa............


                                      

gargarismi.2


E' plausibile che questo 'io', che ho sempre a fior di labbra, sia un pronome di rimozione.


Dopo una vita vissuta in grassetto, la cosa migliore da fare sarebbe imboscarsi fra le righe.


Sento un fastidioso tanfo di vanità, oggi, in veranda.


Da un amico simpatico che  personalizza da solo la  propria Nutella
                                               

Stamattina ho compiuto la solita buona azione, offrendo il destro ai pettegolezzi di chi  è talmente vacua da cercare in me argomenti.

Siamo tutti nel pantano,  ma chi, come me, ci sta con relativa leggerezza e ne approfitta per fare i fanghi  è meglio che eviti di fare outing. Anzi, abbia l’accortezza di disperdere in giro astute boccette di Prozac. Serve a non essere tacciati di stupidità: l'intelligenza è sofferente e leopardiana per antonomasia.

Degli altri vedo prima di tutto il lato peggiore. Quindi, se dico di amare, dev’essere per incensarmi.



Riempire vuoti? Quali vuoti? Mi sembra tutto così saturo di me. Avrebbe mica un rimedio per  estirpare un ego infestante?

Squillò il telefono. Ero io.

È sbagliato sostenere che si cerca la compagnia degli altri per far passare il tempo. La si cerca perché il tempo non passi mai.




domenica 10 agosto 2014

gargarismi.1

PAROTITE. Far aggiungere alle malattie esantematiche autoimmunizzanti dell’infanzia anche l’abbandono.
Preso in età adulta, può generare sterilità affettiva.


Sono nell’autunno della mia vita, e ancora aspetto di cogliere i frutti del mio albero.

Cos’è quel ghigno? E se fossi un cachi?


Per paura delle inquietanti sorprese che mi ha riservato finora questo imprevedibile 2012, ho lasciato intatte perfino le uova di Pasqua.



Mi lesse la mano e mi vergognai per la prolissità delle linee.



Se ho solo mezz'ora per scrivere, riempio pagine e pagine di sensazioni. Se ho tutta la giornata davanti, un foglio mi sembra insormontabile. E dire che la vecchiaia imminente dovrebbe darmi almeno la stessa frenesia di una pausa pranzo.

All'inizio era il caos e più tardi anche peggio

Questo blog è sospeso da mesi in un limbo di perplessità perché non si sa mai da dove cominciare...
ma, se non sei un uovo e nemmeno una gallina, conviene rassegnarsi ad entrare in medias res.
Magari con un doppio arcobaleno.