domenica 21 settembre 2014

gargarismi.6

Nessuno mi ha mai pubblicata. Non è mai stato scritto di me sui giornali. Non sono mai apparsa in TV.  Non vado chiedendo amicizie su Facebook.  Sarò viva?

Coniugi: insieme sotto lo stesso giogo. Spaventa solo a dirlo. Invece miliardi di umani sotto lo stesso giogo è normale assuefazione e pochissimi chiedono il divorzio. Probabilmente è la scelta che ci inquieta; continuiamo a schivare il libero arbitrio.

Ieri saltellavo sulla scena come se avessi una polka silenziosa in sottofondo. Oggi mi accompagna un bandoneon.

Vengo ora da un’anagrafe che ha messo nero su bianco, con tanto di fotografia, la mia identità. Così ora sarò l'unica a dubitare di essere quella lì.

Mia madre:    per correre a fare le frequenti analisi del sangue cui era costretta dall’urgenza di restare in vita, è stata travolta da un’auto che gliel' ha tolta senza dilazioni.


La scena  in cui rispetto con puntigliosa fedeltà, recita dopo recita, i dettagli del copione,  è quella degli errori già commessi. Tocco vertici di perfetta interpretazione.

Non esiste acufene più rumoroso del sospetto.


Ogni singolo minuto del mio matrimonio con X è un ricordo talmente imbarazzante che vorrei aver avuto l’accortezza di adottare un nickname.

Ho una sola certezza: che, fosse anche a novant’anni, morirò giovane.



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